I Love Radio Rock!


di Serena Mosso

Se vi è piaciuto Hair, se avete riso e sognato con Across The Universe, allora non potete perdere questo nuovo ed entusiasmante film capace di far rivivere per un paio d’ore, ancora una volta, “i migliori giorni della nostra vita”. Questo è I love Radio Rock, e quelle erano le parole del Conte, dj - pirata che così descrive le vicende narrate dal film.
Siamo nel 1966, ragazzi cari, un’epoca storica per molti nostalgici come noi che rimpiangono il rock di quegli anni, e che di quegli anni invece vivono sulla propria pelle la censura di un governo autoritario (la sperimentiamo tutti i giorni, e il fatto che questo film sia stato così poco pubblicizzato e distribuito dà da pensare… ma come dice Quentin nel film: “Il governo aborra il libero pensiero”). In un’Inghilterra che ha dato i natali alla musica migliore di sempre l’unico modo per ascoltarla è sintonizzarsi su radio clandestine, una delle quali è appunto Radio Rock, che si sposta continuamente nel mare del Nord a bordo di una nave.
A farla vivere, un meraviglioso e strampalato gruppo di personaggi un po’ hippy, un po’ rocker, un po’ romantici, decisamente fuori dagli schemi: ognuno incarna un lato di quei meravigliosi anni ’60 in cui molti di noi avrebbero voluto vivere. Carl, ragazzo introverso da poco salito a bordo della Radio Rock per conoscere suo padre, rappresenta quell’ingenuo mondo giovanile che in quegli anni si avvicinava per la prima volta alle droghe e agli estremi. Viene accolto dal Conte, “capitano” dei dj di Radio Rock, l’anima più rivoluzionaria del gruppo e (soprattutto nel finale) più fedele al rock, che vive per esso e la libertà di espressione che simboleggia. C’è Quentin, proprietario della nave, il tipico galantuomo che si stacca dalla borghesia inglese con i suoi preconcetti e falsità per darsi una nuova e irriverente giovinezza; il trasgressivo e sensuale Gavin; Simon, il sognatore romantico; Mark, il maledetto “mick jagger” della situazione, capace di abbordare qualunque ragazza senza dire una parola; Bob, o “Tessitore dell’Alba” per i suoi ascoltatori dalle 3 alle 6 del mattino, il simbolo dell’hippy per eccellenza che vive di musica e spiritualità; Kevin “il Tardo”, comicissimo componente della ciurma, dalle insolite illuminazioni di saggezza quando si trova sotto effetto di alcool.
Questi e altri sono personaggi che vi parrà di conoscere da sempre, forse perché in quell’epoca difficile (il film si ispira a una storia vera) solo giovani come loro hanno permesso la diffusione di quel rock’n’roll che da sempre ascoltate. La musica è protagonista indiscussa del film, in pochissimi momenti vige il silenzio; per il resto le vicende sono interamente scandite da Who, Cream, Kinks, Hendrix, Cat Stevens e tanti altri e, se ci farete caso, quasi nessuno all’interno del cinema con voi potrà resistere dal muovere impercettibilmente la testa o i piedi a tempo.
Uscendo dalla sala vi ci vorrà un po’ per tornare alla “vita reale”, dopo aver passato due piacevolissime ore e un quarto a ridere, sognare e fomentarvi tra “sesso, droga & rock’n’roll”, ma anche a commuovervi pensando che, come dice il sempre presente Conte, “In tutto il mondo ragazzi e ragazze avranno sempre i loro sogni e tradurranno quei sogni in canzoni”.

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