Madeleine Peyroux – Bare Bones (UCJ - marzo 2009)


di Cosimo Bevacqua


Guardiamoci negli occhi. Scommetto che riesco a indovinare i vostri pensieri: questo qui, che sarei io, viene a parlarci di Madeleine Peyroux, e ci ammolla la solfa consueta,
peyrouxbarebones
l’elogio di una voce di tabacco e velluto che somiglia incredibilmente a quella di Billie Holiday, per poi rimarcare che, però però, la classe di Billie è inarrivabile, e che in fondo questa francesina della Georgia ci ha un po’ stufato. Le redazioni musicali in tutto il pianeta appaiono intasate da recensioni del genere, stilate in fotocopia.E no.Giuro che non farò alcun cenno alla Signora del Blues. Fate conto che non l’abbia neanche nominata.

Confesso, io Madeleine l’adoro. Come
Jacques Brel, starei ad aspettarla per un tempo indefinito col mio mazzetto di lillà in mano, incurante della sua indifferenza, pur di ricevere in premio un po’ di velluto e tabacco.

Non so che farci, ascoltarla mi scioglie. Mi sorprendo a liquefarmi, nel sentirla quando con la sua sensibilità filtra a suo modo Cohen, Waits o Dylan, e altrettanto quando suoi sono i versi e le note che propone. E’ una compositrice raffinata, la songwriter di
Athens, capace di suggestioni malinconiche, di sensazioni sospese nel tempo (si dice che riesca ad accompagnarti per mano fino agli anni ’30, in certi locali fumosi di New Orleans). Quindi, ho accolto questo suo quarto lavoro come un dono prezioso, undici tracce nuove e nessuna cover, undici brani essenziali come il titolo del disco. L’occhio vigile di Walter Becker ( massì, quello degli Steely Dan) a testimoniare la grandezza raggiunta dalla mia adorata. Tracce di organo hammond e di violino, di tromba e colli di bottiglia a fare da contrappunto alla chitarra acustica di Madeleine, l’accompagnamento soft del contrabbasso di Larry Klein e delle spazzole di Vinnie Colaiuta, con rare eccezioni, come nella pulsante “You can’t do me”. Testi che parlano di se stessa e suo padre, di amori, tradimenti, e signorine dai facili costumi. Tracce intrise di dolcissima tristezza blues. “Instead”, “River of tears”, “Love and Treachery”, “Our Lady of Pigalle”, sono le prime ad avermi preso per mano.

Tracklist:
1 – Instead
2 – Bare Bones
3 – Damn The Circumstances
4 – River Of Tears
5 – You Can’t Do Me
6- Love And Treachery
7 – Our Lady Of Pigalle
8 – Homeless Happiness
9 – To Love You All Over Again
10 – I Must Be Saved
11 – Somethin’ Grand


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