Bennato LIVE @ Stazzano
di Dario De Santis
E’ bello scrivere recensioni la sera stessa, ti ritrovi a casa ma non riesci a dormire perché hai ancora l’adrenalina che ti gira in circolo e devi scaricarla in qualche modo, è bello, si… ma non sempre.
Io ho aspettato 2 mesi, non ci pensavo, poi ho visto che nessuno ha pubblicato qualcosa su tutta la tournee, come al solito, e quindi ho deciso di colmare un piccolo vuoto, spero serva a ricordare uno dei nostri più grandi chansonnier.

L’attesa è da sagra paesana, marionette, burattini, gli sguardi ben disposti a dolci ed aranciate, ci sono molti ragazzi ma, ovviamente, anche 40/50enni. Riuscirà il folletto ad accontentare questi mondi così lontani?
L’inizio è molto grintoso, come suo solito, con pezzi inediti o dell’ultima produzione: “c’era un re”, “il gioco delle tre carte”, molto legati all’attualità.
Il primo ricorda molto (forse troppo) “il paese dei balocchi” e “Mangiafuoco”, comunque un giro di blues molto efficace mentre nel secondo prende le distanze, come sempre, dai partiti e dai loro apparati.
I ragazzi apprezzano molto di più della “white hair generation”, noi aspettiamo i classici che non si fanno attendere:
“Asia”, uno dei più belli e misconosciuti del periodo di mezzo, un rock che non sfigurerebbe nella discografia di molte bande metal.
“Rinnegato”, molto slide-guitar che, per capire, si avvicina al periodo “Joe Sarnataro”. Si capisce subito che i pezzi più vecchi saranno spolverati da certe sonorità retrò e riproposti con un nuovo fascino, “L’isola che non c’è”, “La Luna”, “La torre di Babele”, “Le ragazze fanno grandi sogni”, “Notte di mezza estate” (il semi-flop estivo in duo con Alex Britti), iniziano a sentirsi certi odori da concerti rock, siii!! Canne!! Ma allora funziona ancora il vecchio Edo!... “Mangiafuoco”, “Arrivano i buoni”, in cui inspiegabilmente è stato eliminato il riferimento finale fatto col Kazoo a “Faccetta nera”, “Il rock di Capitan Uncino”, “Venderò”, “Tu vuoi l’America”, “Nisida” e quel capolavoro assoluto di “Un giorno credi”, diventato un tiratissimo e mozzafiato pezzo alla Sex Pistols!
Dopo due ore e mezza finisce questa serata magica, giovani e meno giovani se ne vanno soddisfatti, tutto è finito, si smonta il palco in fretta perché anche l'ultimo degli addetti ai lavori ha a casa qualcuno che l'aspetta... Restano sparsi disordinatamente i vuoti a perdere mentali abbandonati dalla gente.
Per chi vuole capire certi punti su di lui, consiglio un libro molto bello: ”Così è se vi pare”.
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